
/ estemporanea spettacolo /
Assaggiare un quadro
Ascoltare una foto
Annusare di una scultura l’odore segreto
Perché avvicinarsi all’arte in maniera “alternativa”?
Non è questo. In realtà si tratta di risalire a qualcosa che si è perso:
la sacralità del contatto con l’opera, quel senso profondo che aderisce all’ispirazione che l’ha creata.
I moderni musei hanno incasellato l’opera d’arte mettendo una distanza tra questa e l’osservatore, una distanza che a volte è dettata dalle norme di sicurezza - ahimè necessarie! - e spesso non è quella voluta dall’autore.
Si pensi ad un caso estremo di ridicola censura come quello della statua romana dell'Ermafrodita, accostata al muro di Galleria Borghese, anzi CEMENTATA, così da non poterne scoprire le "vergogne"...
La distanza fisica va di pari passo con la distanza “esistenziale” che si è venuta creando tra opera e osservatore nell’evoluzione delle forme d’arte.
La cosiddetta “era dell’ iper-immagine” traduce tutto in simbologie pseudo-artistiche e commerciali, tutto è uguale a tutto e in questo caos indistinto… cosa resta ad una persona che ha visitato una mostra? Spesso un vago ricordo.
La Compagnia degli Gnomi, che esprime con linguaggi molto diversi il suo percorso di ricerca teatrale, propone un punto di vista alternativo:
avvicina l’ “osservatore” - che non è più tale, ma piuttosto testimone - all’opera, che viene evocata attraverso odori, sapori, sensazioni tattili, oppure fatta letteralmente risuonare.